Il canto della candela Fumo, poi alone di mistero presagio e disincanto. Svanente luce. Simbiosi di forme, adagiate sul grembo di cera, modellate dalla lingua di fuoco. Arde come il tempo, narra ricordi di ombre, appese al muro proiettate dal lume. Travestita da clessidra evanescente. Ma tu, chi sei? Che colori di giallo fiamma il viso. E nel cerimoniale della fine, tracce di uno stoppino bruciato. Ancora, altro tempo accendersi e ardere. Il canto di una nuova candela. Roberta Vasselli Venezia, 18 maggio 2003